La storia

La storia

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L'inizio dell'azienda che risponde alle esigenze

Tutto cominciò verso la metà degli anni 40, tempi duri per via della Guerra.

Guido Colzi aveva un’officina meccanica in via Fra Bartolomeo, all’angolo con via Giacomini.

Niente di particolare, una superficie di poco più di 80 metri quadri. Era un officina generica, perché coi tempi che correvano era necessario essere capaci di far fronte alla più disparate esigenze. Oltre a lavorare in officina, si spostava da un posto all’altro per accontentare chiunque ne avesse bisogno. A fine guerra poi le truppe americane si ritiravano e a fine missione lasciavano sul terreno le loro moto, le famose MM, spesso con grandi problemi e piccoli problemi di efficienza. Colzi non si perdeva d’animo e con lo spirito di chi non butta via niente le raccoglieva, le smontava pezzo per pezzo, ridava loro vita e poi le verniciava e le cromava fino a rimetterle a nuovo.

 

Dal piccolo al grande, Colzi riusciva a essere utile a tutto.Un giorno a metà degli anni 50 uno dei suoi più cari clienti, noto pellettiere fiorentino, chiese a Guido un aiuto con una macchina per pelletteria necessaria allo svolgimento di tutto il processo produttivo.

Guido riesce nell’impresa e divenne una figura di svolta nel decollo delle pelletterie fiorentine proprio nel periodo del Boom delle borse in pelle.

Colzi, contribuì a far decollare e affermare: Gucci, Nannini, Ustioni, Rogai, Ferragamo e Fendi.

Camoga, la principale ditta costruttrice di questo tipo di macchine invitò Guido nella propria sede a Milano e dopo l’incontro Colzi divenne l’unico referente Camoga in Toscana.

Nel mentre, nella vecchia officina Guido aveva creato una macchina scarnitrice che commercializzò in pochi esemplari. Già perché negli anni della crisi c’era carenza di materiali come il bronzo. Colzi allora ideò e realizzò l’albero-lama su cuscinetti a sfera. Ancora oggi, dopo quarant’anni, le migliori aziende del settore produttrici di tali macchine adottano ancora questo sistema.

Durante gli anni

Erano gli inizi del 2003 quando la Colzi s.r.l ha cominciato a pensare che l’unica strada per salvare il “Made in Italy” era quella di proporre sistemi innovativi che permettessero di colmare, con l’aiuto delle tecnologie, le differenze produttive con casonisti esteri.

“TECNOLOGIA: UNA STRADA PER IL MADE IN ITALY”

era lo slogan che l’azienda ripeteva spesso ai suoi clienti e convinta di questo ha stravolto i metodi produttivi di quel periodo, affrontando con successo vari temi, quali il rtaglio, l’assemblaggio con la cucitura, l’incollaggio e la timbratura.

Dal 2003 al 20111 Colzi srl contribuisce ad affermare nel mondo la qualità delle pelletterie fiorentine, Scandicci diventa un luogo in cui i Grandi nomi della moda non possono mancare: nuove aziende costruiscono grossi stabilimenti e le modellerie crescono

 

 

Nel 2004 Porta sul mercato il nuovo sistema di taglio CM44: Con questo sistema vengono eliminati i costi delle fustelle e si trae vantaggio del collegamento diretto, con l’avvio immediato della produzione, comunicando attraverso qualsiasi CAD, supporto dati, rete locale o internet, senza avere i tempi di attesa per la realizzazione delle fustelle. Andrea Colzi, cree in modo particolare in questo nuovo sistema che alla prova dei fatti adotta una struttura con due teste di taglio e un nastro trasportatore e che organizza il flusso della lavorazione attraverso le tre aree distinte di piazzamento- taglio e scarico.

Un giorno Andrea Colzi e Alex Corsico, direttore commerciale nonché deus-ex-machina della Comelz, vengono chiamati presso Gucci dall’ing. Marco Sani e Domenico Ciaramella per parlare del taglio: viene richiesta la possibilità di tagliare il tessuto logato in automatico.

La risposta di Alex Corsico fu “Sicuramente ci proveremo!”.

Nasce cosi un gruppo di lavoro dove Gucci coinvolge tutti i centri di taglio tessuto.

Riuscendo a tagliare il tessuto automaticamente con sistema di visione integrato, un sistema optional di visione multipoint integrato, che opera senza tempi morti e simultaneamente alle operazioni di taglio, per fornire informazioni ai moduli software di mestino automatico, di rintraccio ed anche ad un sofisticato sistema specifico per materiali logotipi, che riaggiusta automaticamente il posizionamento o la geometria dei pezzi in funzione delle distorsioni superficiali del materiale: da qui nasce la battuta” Hanno addirizzato il tessuto!”

CCN3 VISION sistema di incollaggio a tre assi, con sistema di visione per il riconoscimento automatico della forma e della posizione da incollare. ​ L’idea nasce da una necessità di produzione. Colzi individua quale dovrebbe essere il metodo di lavoro ed assegna l’incarico della costruzione alla Overmec; viene costruito un sistema innovativo, semplificato, con un risparmio di circa il 50% sull’investimento, rispetto a quanto si intravedeva sul mercato. Il sistema nato a due vassoi estraibili, si arricchisce anche alla versione a nastro, adatta particolarmente alla pelletteria; sono molto i sistemi installati nel comprensorio, dove Colzi ha organizzato un servizio di assistenza con Tecnici qualificati. Un altro sistema ben introdotto ad un prezzo interessante, una tecnologia indispensabile per il futuro.
Assemblaggio taschino senza incollaggio ​ ​ Il sistema di assemblaggio e cuciture carte di credito sull’unità automatica è sicuramente l’innovazione sulla quale Colzi si distingue per la semplicità realizzativa. Il sistema consiste nell’assemblaggio direttamente sulla cima delle carte di credito, mediante una ribaltina, che ne delimita la distanza dei singoli pezzi, tramite un ferma pezzo montato sul carrello della macchina, il quale si posiziona davanti al punto di cucitura e permette di effettuare singole cuciture senza l’obbligo di incollare le singole tacchine. L’invenzione consente a Colzi di farsi conoscere ovunque vengano prodotti portafogli rimboccati, diventando così un sistema di primaria importanza, in quanto consente all’utilizzatore un notevole risparmio a livello di tempo e la totale scomparsa di uso di mastice per questa particolare lavorazione. Nello stesso anno viene organizzato il meeting ” TECNOLOGIE PER IL FUTURO” dove tutta la filiera produttiva si incontra e collabora.

Nuove tecnologie

Colzi introduce sul mercato una macchina da cucire automatica Juki in versione economica, ma altrettanto efficace, costruita appositamente per agevolare la sub-fornitura all’acquisto di tale tecnologia.

Per quanto riguarda invece il taglio automatico, esce la nuova versione Serie CZ di Comelz che rappresenta l’evoluzione di quel concetto vincente: un sistema di taglio ad alta produzione di seconda generazione, con piano di lavoro inclinato altamente ergonomico ed integrato con un’area di taglio ampliata.

In questo periodo iniziano le lezioni gratuite per formare i nuovi operatori alle macchine tecnologiche e sempre in questo anno a Scandicci ci sarà la prima edizione di Leatherzone.

La prima linea di essiccatori BAM ​ E’ il 2012 quando viene prodotta la prima linea di essiccatori BAM a nastro con carico manuale e automatico caratterizzati da un’asciugatura ventilata che mantiene la forma e il colore della pelle senza alterarlo. Successivamente con BAM SAV 3G, BAM SAV 2G e BAM 99S arriva una vera e propria innovazione per la timbratura, tutto questo grazie alla collaborazione con i nostri partner BIBO. Cambiare la posizione di stampa sul materiale senza effettuare lo spostamento dello stampo con e senza dire. Le varie regolazioni comprendono anche il tempo di stampa indipendente sia per le lavorazioni a secco sia per le lavorazioni con carta, permettendo così un utilizzo versatile con vasta di materiali .
Nel 2017 vengono presentate le macchine da cucire digitali, la tecnologia che rispetta i criteri dell’industria 4.0 e la gestione digitale delle macchine Vetron consente una programmazione istintiva e facile con criteri di controllo avanzati di tutte le cuciture.
Nasce la collaborazione con AUTEC, azienda specializzata negli automazioni industriali, con AUTEC realizzano 2 progetti interessanti: il carico automatico di macchine da taglio tramite un braccio antropomorfo e l’utilizzo di conveyor a pallet dove sono poste delle cassette porta pezzi. Un’isola di incoraggio per la piccola pelletteria tecnologica che permette con estrema precisione l’incoraggio su particolari tipi di pelle e il relativo accoppiamento.

Un decennio di emozioni, periodi difficili e innovazione.

Caratterizzato dall’uscita delle nuove macchine COMELZ SERIE CZ L-M-XL- CTM- CTM VR.

Diverse versioni ma con un minimo comune denominatore forte: l’elevata efficienza di taglio degli oscillatori pneumatici che velocizzano particolarmente l’esecuzione dei contorni frastagliati permettendo alla lama posizionamenti verticali controllati e rapidi nell’ambito della corsa di oscillazione per poter uscire e rientrare istantaneamente nel materiale durante l’esecuzione degli spigoli vivi di taglio, senza ricorrere allo spostamento, più lento dell’asse verticale del taglio.

Viene perfezionato il sistema di piazzamento Vision SN su materiali che presentano loghi e disegni ricorrenti.

Nasce la CTM VR per il riconoscimento visivo di ogni singolo elemento grafico di riferimento, operando in uso parallelo alle risorse di taglio, evita l’uso del Markers e prescinde dalla disposizione delle sagome sul materiale e delle sue possibili distorsioni.

La storia
Dal 2000